Devo ammettere che la storia di Paolo De Guidi mi ha affascinato come non capitava da un po'.
Ha deciso infatti di percorrere (a piedi) la distanza tra Terni e Cambridge - qualcosa intorno ai 2.200 chilometri.
Ripeto, a piedi.
Ok, non è certamente paragonabile alla storia di Alexander Supertramp, però diciamocelo, lasciare un lavoro per intraprendere una sgambettata tutt'altro che raminga dal centro Italia fino in Inghilterra - per raggiungere la fidanzata che lavora a Cambridge - nell'era delle superofferte Ryanair è qualcosa di quantomeno insolito.
Duemiladuecento chilometri reali, non con la Wii Fit.
E ammetto anche che un po' lo invidio. Io non lo farei mai, però mi coccola l'idea di sapere che c'è gente che ancora è capace di stupire e stupirmi.
Paolo nella sua avventura incontrerà centinaia di persone che lo ospiteranno nel tragitto di poco meno di 100 tappe, cento giorni in cui attraverserà l'Italia, la Svizzera e la Francia per approdare in Gran Bretagna (in nave, mica a nuoto).
Questo vagare è qualcosa di concreto, reale: lui ora si trova in Svizzera, per dire - esattamente a metà percorso. A volte ha qualche dolore alle gambe, altre volte si ritrova a camminare a -9 gradi. A volte si beve un bel bicchiere di vino in compagnia di perfetti sconosciuti che gli apriranno la porta di casa per una doccia e per riposarsi.
Eppure tutto il suo viaggio è incredibilmente impermeato di web: ha pianificato il tragitto con Google Maps, ha trovato sponsor tecnici grazie alla rete, tiene un blog su Wordpress, aggiorna il suo status di Twitter, pubblica foto su Flickr e video su YouTube, si accomoda su divani trovati grazie a CouchSurfing: ha messo in moto un meccanismo molto virtuale per risolvere semplici e complessi problemi reali - e permette di seguire il suo tragitto ad appassionati e curiosi attraverso la rete stessa.
A volte queste storie servono a me (e spero a molti altri) per riallacciare un rapporto concreto con la rete: dove persino i pizzicotti sono virtuali e dove un server perduto nelle campagne statunitensi si permette di avvisarci che dovremmo "essere anche amici di", l'avventura di Paolo mi ha ricordato di quanto è possibile fare e organizzare concretamente grazie al Web.